
— 1947 —
Le origini
Renato Meneghetti nasce il 19 marzo 1947 a Rosà, nel vicentino, in una famiglia segnata dall'osteria Cordaro e dalla figura della madre, che gestisce il negozio da cui il bambino sottrae i primi tubetti di colore.

// EST. 1947 · ROSÀ
Diciassette capitoli, sessant'anni, oltre duemila opere — dal primo tubetto rubato alle cinque Biennali.
Ha lavorato fuori dai movimenti, attraversando ogni disciplina — pittura, scultura, design, architettura, fotografia, cinema, musica, teatro — con un'unica domanda: cosa c'è sotto.

— 1947 —
Renato Meneghetti nasce il 19 marzo 1947 a Rosà, nel vicentino, in una famiglia segnata dall'osteria Cordaro e dalla figura della madre, che gestisce il negozio da cui il bambino sottrae i primi tubetti di colore.

— 1954 —
Bambino, dipinge sulle lenzuola di casa con l'olio rubato in negozio. Il gesto precoce e clandestino segna l'inizio di una vocazione che non lo abbandonerà.

— 1964 —
Lavora come disegnatore tecnico. Realizza i primi Monotipi e tiene la prima mostra personale al Circolo Artisi Bassanesi: emerge la rigorosa disciplina del segno.

— 1968 —
A Milano frequenta lo studio di Lucio Fontana, che firma il saggio critico autografo «Una sentita, spontanea Istanza Sociale» per le sue mostre liguri dedicate al ciclo delle Fagocitatrici.

— 1970 —
Fonda DDD Design e MRP Pubblicità, segnando un'apertura interdisciplinare che attraverserà tutta la sua opera.

— INTERVALLO · LASTRA 01 —

— 1972 —
A Romano d'Ezzelino contribuisce alla nascita del Museo dell'Automobile Luigi Bonfanti, primo intreccio fra design, architettura e cultura industriale.

— 1977 —
L'azione «BASTA!» segna una rottura radicale con il sistema mercantile dell'arte: l'artista sceglie di lavorare ai margini, in totale autonomia.

— 1979 —
Da un dramma personale nasce l'intuizione radicale: la lastra radiografica come materia pittorica. È l'inizio di un linguaggio che non ha precedenti nell'arte.

— 1980–81 —
Concepisce «Insania», opera-soglia che congiunge teatro, musica e radiografia. In Tunisia viene arrestato durante una performance: la biografia si fa materia dell'opera.

— 1982–83 —
Nel 1982 partecipa alla Biennale Musica con «Numero e Suono» (International Computer Music Conference). Nel 1983 il lungometraggio «Divergenze Parallele» è invitato alla 40ª Mostra del Cinema, sezione De Sica.

— INTERVALLO · LASTRA 02 —

— 1997 —
La grande retrospettiva «Radiografie 1982/1997» a Palazzo Sarcinelli (Conegliano), curata da Marco Goldin con catalogo Marsilio, segna l'incontro decisivo con Gillo Dorfles.

— 2003 —
Partecipa alla 50ª Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia con «Nulla vita ex hoc pane». Federico Zeri lo riconosce come voce isolata e necessaria della pittura italiana.

— 2006 —
A Roma, in quattro sedi (Palazzo Venezia, Santo Spirito in Sassia, Sala 1 Scala Santa, Archivio Centrale dello Stato), Achille Bonito Oliva cura «Meneghetti a Roma — opere 2000-2006».

— 2007 —
Riceve l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

— 2010 —
Anno della 12ª Biennale di Architettura con l'installazione «Optional»; nella vita privata, le nozze con Nadia e la nascita della nipote Camilla.

— INTERVALLO · LASTRA 03 —

— 2011 —
Alla 54ª Esposizione Internazionale d'Arte presenta «Il Cristo morto del Mantegna in x-ray», «Sottopelle» e «La bugia». Ennio Pouchard scrive: «qui ha realizzato quello che credo sia il capolavoro non soltanto suo, ma anche di questa Biennale».

— Dal 2017 —
Apre il ciclo fotografico «Oltre l'apparenza, il reale»: macchie, riflessi, venature. Lo sguardo radiografico si fa puro stupore davanti alla materia.
La biografia continua nello studio di San Zeno.
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