
Nascita a Rosà
Renato Meneghetti nasce a Rosà di Vicenza il 19 marzo 1947.

// EST. 1947 · ROSÀ
Dal 1947 a oggi: formazione, lavoro, esposizioni e cicli — in ordine cronologico, con riferimenti e date.
Ha lavorato in più discipline — pittura, scultura, design, architettura, fotografia, cinema, musica, teatro — senza aderire a un movimento. Le note che seguono ricostruiscono le tappe documentate del percorso.
ATTO
I
Formazione, Rosà, primi lavori
1947 → 1972

Renato Meneghetti nasce a Rosà di Vicenza il 19 marzo 1947.
1953–55
CAP. 02
Inizia a dipingere ancora bambino sotto la guida di Guglielmo, nipote del Vescovo Mons. Baggio, suo primo maestro. Restano la copia di una «Natura morta» di A. Tosi, «La casa del Vescovo» (1954), il ritratto della «Lavandaia» (1954) e «Ho visto il mare» (1955), olio sul retro della copertina telata di un quaderno.


Continua a dipingere autoproducendosi tele da lenzuola strappate, telai da cassette di frutta e colori creati pestando foglie, mattoni e terra stemperati nell'olio di oliva del negozio della madre. Di questi anni «Natura morta con bottiglia, candelabro e frutta» (1958), «La tavola dello zio Nino» (1959), «Vaso di fiori con frutta» (1960).

— CAP. 04 —
1962
Periodo della pittura di getto: per pagarsi colori, tele e pennelli fa il barista a Rosà. I genitori lo mandano a Bassano del Grappa dove avvia un nuovo bar e nel garage allestisce il primo studio («A caccia di balene nei mari del nord», «Nudo di donna eretto con scarpe rosse»). Vince il primo premio all'estempore di Chioggia con «Cattedrale», che cade in acqua salata: l'episodio anticipa i futuri «collages lavati» e le x-ray.

Lavora come disegnatore tecnico in un'azienda metalmeccanica: impara a usare la fiamma ossidrica e realizza con filo di rame e ottone le prime sculture, «Don Chisciotte 900» e «Il riposo del guerriero». Compone il primo collage, «Il mondo in valigia». Si diploma disegnatore tecnico, ma deciderà di dedicare la vita all'Arte.

Subisce il fascino del bianco e nero del disegno («Down», «Nel Bosco», «Autoritratto») e inizia il ciclo dei Monotipi («Dissolversi», «Il Giudizio», «Quo vadis»): un preludio alle Radiografie del 1979. La prima personale, «Monotipi», si tiene al C.A.B. — Circolo Artisti Bassanesi, curata dall'ex professore di disegno Danilo Andreose. Sperimenta la matita grassa impressa sopra l'olio («Inverno», «In trincea»).
1965
CAP. 07
Nascono i «collages lavati» («Cadeva la neve ad Auschwitz», «L.S.D.», «Contestazione in musica»), la pittura materica («Baccalà») e gli affreschi su tavola («Pareti perdute»). A Bassano del Grappa Carlo Munari dedica una mostra a tre amici artisti — Meneghetti, Rino Furlan e Silvestro Lodi — che condividono lo studio sotto la torre dell'orologio. Vince il secondo premio al concorso «Città di Bassano» con «Piazza Castello da discesa Margnan».


— CAP. 08 —
1967
Riprende i Monotipi con tecniche meccaniche dando vita alla serie «Messaggi»: incide il testo a macchina sulla lastra del ciclostile e stampa dosando pressione e velocità. Inizia la nuova ricerca dei «Pre-fago», che l'anno successivo darà vita alle «Fagocitatrici»: dal termine medico mutua i sostantivi «Fagocitatrici, Fagocitati, Fagocitanti» per etichettare asservitori e asserviti al potere e al denaro.

Durante il servizio militare a Pavia allestisce uno studio in caserma e realizza oltre cento ritratti di ufficiali e qualche copertina per i dischi del commilitone Gianni Morandi. Là, lontano dalle piazze, completa il ciclo delle «Fagocitatrici». Il tenente Tajana lo presenta a Lucio Fontana, che lo accoglie nello studio e gli dedica un saggio critico autografo per le mostre liguri di Albissola.
1969
CAP. 10
Dopo un periodo bohemien in Liguria torna a Bassano del Grappa, si sposa e per mantenersi avvia lo Studio MR, futura agenzia di pubblicità: il primo lavoro è il logo dell'Istituto Filippin di Paderno del Grappa. È il periodo dei «Macrofago» («Macrofago 121», «Macrofagocitatrice 15», «Macrofagi»). In scultura realizza gli «Alberi tecnologici», grandi forme in filo di alluminio ritorto.


Inizia a occuparsi di teatro, musica, cinema, fotografia, scultura e design. Fonda la DDD Design con Tiziano Zen: «Lavagna light» (1973), la lampada-scultura «L'albero della Vita» (1971), «Coordinato Lucky», vetri soffiati («Zampogna»), mobili («Maitresse», «Cubo — Il tavolo dei giochi») e i «multipli d'arte» su lastre di acciaio colorato. Firma collezioni per importanti aziende di moda, gioielleria e arredamento.

— CAP. 12 —
1972
Progetta e realizza il «Museo dell'Automobile Luigi Bonfanti» a Romano d'Ezzelino, struttura che evoca in proiezione verticale il tracciato della Pista di Monza. Per protesta avvia le mostre «Retrospettive» firmandosi «MR il fagocitato» e si mostra in pubblico indossando un mantello bianco coi simboli della fagocitazione, suo costume di scena per «Divergenze Parallele». Fonda la MRP Agenzia di Pubblicità.
ATTO
II
Design, architettura, BASTA!
1973–75 → 1985

Realizza opere vicine al ready-made: «Ostensorio per un Dio tecnologico» (rotolo di cerniere) e la fusione in bronzo «Cattedrale tecnologica» da due lame di pesce spada. Nel 1975 nasce la prima figlia, Greta.

— CAP. 14 —
1977
Conclude la personale rivoluzione frantumando le «Macchine Fagocitatrici» e cercando gli «Elementi Fagocitanti» («Schema di ipotesi 1°», «Spina dorsale di fagocitato», «Fagocitazione di massa»). Il dissenso verso il mercato lo porta a riacquistare le opere vendute in giovinezza e a esporre solo in spazi pubblici e Musei. Dal Conte Drigo acquista la Fortezza dell'Ezzelino da Romano (20 ettari): nuovo studio, con gli assistenti Renato Toffon e Tiziano Torresan.
1979
CAP. 15
Coinvolto in un dramma famigliare, visiona migliaia di radiografie da cui nascono le prime opere pittoriche x-ray («Fagocitazione astrale», 1979): tele emulsionate con parti anatomiche ingigantite, sulle quali dipinge in sovrimpressione i simboli della fagocitazione. Nello stesso anno nasce la seconda figlia, Marzia.


Apre i cicli «Avere o Essere» e «Fagocitatrice Maxima», distribuendo banconote firmate in molti Paesi: nel 1981 viene arrestato in Tunisia ed espulso per vilipendio allo Stato. Chiude la DDD Design e intraprende il progetto «Insania» componendo musica al CSC dell'Università di Padova con l'elaboratore IBM 370/158. Il progetto si concretizza in un fotolibro, in un LP Panarecord e in oltre mille autoritratti fotografici scattati da Claudio Mainardi.

Con «Insania» è invitato alla Biennale Musica di Venezia «Numero e suono — International computer music conference». Stringe amicizia col sociologo Roberto Guiducci, che presenta «Insania» a Rai 2 nella rubrica «Terza Pagina» con Raffaele Crovi. Mostre alla Galleria Pagani al Grattacielo (cura Lanfranco Colombo ed Enzo Pagani) e alla Galleria Diaframma Canon di Milano. In scultura nasce il ciclo «Carrozzerie Umane». Gira il lungometraggio «Divergenze Parallele» con Lorenzo Trento alla cinepresa e Claudio Mainardi alla fotografia; doppiaggio a Roma negli studi Fonoroma con la voce di Manlio De Angelis; brano classico «Questa non è la mia musica» di Stelvio Cipriani.
1983
CAP. 18
Gregory J. Markopoulos lo convince a portare il film alla 40ª Mostra Internazionale del Cinema, nella «sezione De Sica»: la Rai gli dedica uno special con Lello Bersani che lo intervista accanto a Bergman e Fellini. Viva Edizioni pubblica il fotolibro «Divergenze Parallele» con testi di Roberto Guiducci e Giancarlo Gastaldo e il saggio introduttivo di Markopoulos «Glorioso — gli elementi e la disciplina della violenza»; Panarecord edita un LP della colonna sonora. Il film vince il premio per il miglior montaggio al XXII Festival del Cinema Neorealista «Laceno d'oro» di Avellino. Apre il ciclo «Velati-Svelati» alla Civica Galleria di Palazzo Todeschini a Desenzano sul Garda e i cicli «Porno e Antiporno».


— CAP. 19 —
1984
Rinnega lo pseudonimo «MR il fagocitato» e torna alla propria firma. Riprende collages e décollage con vernici e luci della moviola («Così siamo», «Noi al cinema») e i Monotipi con il colore («Antico dolore», «Le Baron du Samedì»). Fonda la «Viva Edizioni» e la «MRP Edizioni». Paolo Fabbri lo invita con le sue «Fagocitatrici» al convegno «Il silenzio, il segreto» al Caffè Pedrocchi di Padova con Bahr, Baudrillard, Jabès.

Adatta «Divergenze Parallele» in un «Assolo concertante per mimo e orchestra» per «Patavanitas» a Padova, all'Arena Romana, 80 metri di fronte per 60 di profondità sotto gli occhi di Giotto. Riceve il premio «Fenice d'oro» per il miglior pezzo teatrale dell'anno e il premio teatro al «Gran Premio Rebecca» di Castrovillari. Realizza un gran numero di sculture del ciclo «Carrozzerie Umane» in plastica termoformata.
ATTO
III
Lastra radiografica e Biennali
1987 → 2000

Dopo l'esposizione di «Pierrot: fagocitazione in alta società» alla Gran Guardia di Padova («Abitare poeticamente la Terra», cura Alberto Folin) sospende l'attività espositiva. Si dedica all'architettura: dopo la Fortezza dell'Ezzelino acquista, restaura e abita quattro ville storiche e Palazzo Bianchi dal Corno-Michiel-Bonato, dal quale fa strappare gli affreschi di Jacopo Da Ponte, donati al Museo Civico di Bassano del Grappa.

— CAP. 22 —
1988–93
Depura le opere x-ray dai simboli della fagocitazione: la radiografia diventa soggetto, fissata con una vernice che ne riflette la luce («Ritratto di Bill nella Death Valley», 1988). Nascono i celebri «Rossi di Meneghetti». Viaggia molto senza smettere di dipingere; nel 1993 trasferisce lo studio in una struttura industriale a Romano d'Ezzelino con sette assistenti guidati dall'architetto Paolo De Gasperi. Nello stesso anno perde il fratello Valerio.
1995
CAP. 23
Torna a esporre con una grande personale collaterale a «La musica contaminata — XII Traiettori sonore» alla Civica Galleria Villa Olmo di Como, a cura di Luca Belcastro. Viene notato dal critico Luciano Caramel, che negli anni a seguire molto studierà e scriverà del suo lavoro.


Sollecitato da Paolo Rizzi e Marco Goldin lavora senza sosta. Non avendo lastre sufficienti, si sottopone a continue radiografie e fa radiografare frutta, fiori, animali e oggetti d'uso, gettando anche le basi del ciclo «L'anima del quotidiano in x-ray». Nel 1997 inaugura «Radiografie 1982-1997» al Museo di Palazzo Sarcinelli di Conegliano, a cura di Marco Goldin (monografia Marsilio). Gillo Dorfles riconosce nella radiografia «l'unico fatto nuovo intervenuto nell'arte italiana in questi ultimi vent'anni».

Alla II Biennale di Malta vince il I° premio Pittura, il I° premio Cinema, il II° Fotografia, il III° Architettura, una segnalazione Design e il premio speciale alla carriera «Decathlon Art Award». Sue opere entrano in National Museum of Fine Arts, Cathedral Museum e Wignacourt Museum dell'isola, oltre che al Museion di Bolzano, al Museo Civico di Bassano, alla Raccolta Lercaro di Bologna e al Museo della Caricatura di Tolentino.
1998
CAP. 26
Per il design espone la «Maitresse» (1975) alla Italian Academy di New York con Carmi, Dorazio, Munari e Gio Ponti per «Italian Lifestyle Design». Personali all'Atelier Z Grand Armée di Parigi (C. Peyron), alla Foreign Press Association di Londra (F. Tempra) e al Center of Visual Art di Summit (New Jersey). Perde la madre. Chiude la MRP Agenzia di Pubblicità e getta le basi del progetto / manifesto per l'«Industria Culturale».


Le opere entrano nelle aste serali dei grandi maestri del '900 (Christie's, Sotheby's, Bonhams, Dorotheum, Ketterer, Neumeister, Tajan). Vittorio Sgarbi cura la monografia antologica Skira «Meneghetti — Pittura ed altre Arti 1954-1999» con saggi di Caramel, Cherubini, Di Capua, Perretta, Pontiggia, Trombadori. Personali al National Museum of Fine Arts di La Valletta (cura Daniel Cutajar) e al Museo Archeologico ed alla Celsus Library di Efeso (catalogo Skira), con donazione dell'intera mostra ai bambini terremotati di Izmit. Espone con Guttuso e Kodra in «Nella rotta di Plinio, Equatorei Celesti» a cura di Aldo Gerbino a Isola delle Femmine.

— CAP. 28 —
2000
Padova gli dedica al Palazzo della Ragione e Chiostro Moroni l'antologica «Sull'orlo del terzo millennio» (circa 300 opere): Gillo Dorfles cura la sezione x-ray, Vittorio Sgarbi la sezione «Pittura e altre Arti 1954-1978» (cataloghi Skira e Never). Ad Ancona, alla Mole Vanvitelliana, Dorfles e Walter Guadagnini curano «Aldilà dell'occhio: radiografie 1979-2000» (oltre 350 opere, catalogo Skira). Nascono i cicli «Vertebrati Paralleli», «Paralleli Vertebrali», «Daily Golgotha», «Gerusalemme, Gerusalemme!», «Homage to Akira», «Clandestine» e «Indifference». Installa «Secret Structure» sulle 120 finestre di Palazzo Passuello a Bassano.
ATTO
IV
Grandi Maestri, installazioni, Roma
2001 → 2012–25

— CAP. 29 —
2001
Al Centro Culturale San Fedele di Milano Walter Guadagnini e padre Andrea Dall'Asta curano la personale «Dove abita l'eterno. Radiografie/X Ray» (cataloghi San Fedele e Viva Edizioni), seguita da una tavola rotonda con Luciano Caramel, Gillo Dorfles, Walter Guadagnini e Angela Vettese. Il Museo d'Arte Contemporanea di Arezzo e il MAGA di Gallarate acquisiscono opere.
2002
CAP. 30
Achille Bonito Oliva introduce «Trasparencies. Bodies and other items x-ray» alla GMB di Bratislava, a cura di Ivan Jancar, catalogo con testi di Fedor Kriska, Ivan Jancar e Richard Gregor. Pierre Restany presenta «Meneghetti x-ray installations 2002» alla PGA di Žilina, a cura di Milan Mazur: prima esposizione integrale di «Nulla Vita ex hoc Pane», quarantamila monete in plexiglass con lastre incorporate. Mostra per la prima volta i videoart «Corpus Nummi», «Nulla vita ex hoc pane» e «Swallow». Nello stesso anno perde il padre.


Gillo Dorfles lo storicizza con la monografia Skira «Meneghetti. Il corpo come tempo. Il corpo come luogo» (italiano/inglese), con saggi di Manlio Brusatin, Walter Guadagnini, Flaminio Gualdoni, Erich Steingräber, Italo Zannier. Partecipa alla 50ª Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, alla Serra dei Giardini, con la videoinstallazione «Nulla vita ex hoc pane» nel progetto «Brain Academy Apartment» di Di Mauro e Morandi. Realizza la scultura luminosa «Fedele nei secoli» in memoria del Maresciallo Marino di Resta per la Provincia di Pescara.

Intreccia una fitta corrispondenza con Udo Kultermann e su suo suggerimento porta «Optional — il cervello gonfiabile» in molte piazze italiane. È invitato alla London Biennal da David Medalla. Realizza «11 settembre», scultura in fusione di alluminio premiata dalla Provincia di Napoli, e le pareti musive «Anime Giuste» per il Palazzo di Giustizia di Civitavecchia. Vittorio Sgarbi sceglie «Autoritratto in quaresima — Rx, 1989» per «Da Tiziano a De Chirico: la ricerca dell'identità». Federico Zeri lo accosta a Pisanello in uno speciale di Rai Educational, «Indagini con Zeri». Nasce la serie scultorea «Im-possible Anatomies» in resina e fibre ottiche.

— CAP. 33 —
2005
Crea «BASTA!!!», installazione monumentale composta da oltre cento opere degli anni '80-'90 impacchettate come spazzatura. Sviluppa «Swallow», 1000 monete con scultura meccanica, e la serie «I myself in the Art system» — corpi in vetroresina calcati dal proprio corpo: «la prima scultura nella storia dell'arte modellata dall'interno» (A. Bonito Oliva). Riprende «Clandestine» a partire dalle radiografie di un T.I.R. («Clandestine a Dover»). L'installazione «Indifference» — migliaia di teste in ceramica calpestate dal pubblico — entra al Macro Testaccio di Roma e ad Art Basel. Espone alla collettiva «I Mestieri di Ergon» a Latina, a cura di Gabriele Perretta. Il Museo Ferrari di Maranello acquisisce «Aldilà dell'occhio: x-ray HP sistema Ferrari».
2006
CAP. 34
Su invito del Sovrintendente Claudio Strinati e con la cura di Achille Bonito Oliva, «Meneghetti a Roma — opere 2000-2006» occupa quattro sedi: Museo Nazionale di Palazzo Venezia (con «Minimum Sensation», 324 light boxes), Complesso del Santo Spirito in Sassia, Sala 1 Scala Santa («Eghenetai»), Archivio Centrale dello Stato. Monografia Mondadori Electa con saggi di Alberto Abruzzese, Don Giuseppe Billi, Paolo Fabbri, Laurence A. Rickels, Claudio Strinati e intervista di Tommaso Trini. A cura di Paolo Fabbri «Optional» è esposto al Castello Sforzesco di Milano nel cortile della Rocchetta.


Nel 2007 riceve la distinzione di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Apre i cicli «I Fiori del Male» e «Il Frutto Proibito» e restaura digitalmente «Divergenze Parallele» editando un DVD di 73'. Nel 2008 nasce il ciclo «Grandi Maestri in x-ray»; i Musei Eremitani di Padova acquisiscono la scultura «La grande madre»; l'ACS di Roma acquisisce «All'ombra di Bonifacio». Il suo percorso viene ritrattato nel tomo 2° di «Storia dell'arte italiana del 900 — Generazione anni 40» di Giorgio Di Genova (Bora Edizioni). Nel 2009 nasce il ciclo «Tele Giornali» con «Non ho più lacrime» e «Snaturata», e si tiene l'evento «Cinema d'artista: Jan Fabre — Meneghetti» al Fronte del Porto di Padova.

Alla 12ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia («Culture Nature», cura Fortunato D'Amico) espone «Indifference» alla Torre di Porta Nuova e gonfia «Optional» come opera architettonica; allo Spazio Thetis installa «Dachau 7 a.m.» e «Mutante», acquisite in permanente accanto a opere di Jan Fabre e Beverly Pepper. Espone al MIC di Faenza, su invito di Jadranka Bentini, le installazioni «Paralleli Vertebrali» e «Vertebrati Paralleli», e tiene la personale «Inside» allo Spazio Gianni Testoni di Bologna a cura di Alberto Mattia Martini. Trasferisce lo studio a Cassola e fonda l'«Industria Culturale» e l'Archivio Studio Renato Meneghetti, che cataloga circa 2500 opere.

— CAP. 37 —
2011
Su segnalazione di Andrea Zanzotto, Vittorio Sgarbi lo invita alla 54ª Esposizione Internazionale d'Arte in tre sezioni: Padiglione Italia con «Il Cristo morto del Mantegna in x-ray»; Tesa 99 con l'installazione monumentale «Sottopelle — Il Cristo morto del Mantegna in x-ray», di cui Ennio Pouchard scrive che è «il capolavoro non soltanto suo, ma anche di questa Biennale» (colonna sonora «Magnificat» di Mina, regia Alberto Bartalini); Tese 101-102 con «La bugia — anche gli elefanti hanno il naso lungo» (catalogo Skira a cura di Sgarbi). Bassano del Grappa dedica «Aldilà dell'occhio — opere 2000-2011» (a cura di Beppe Sebaste e Giuliana Ericani, introduzione di Claudio Strinati, catalogo Silvana Editoriale) in tre sedi museali. Per il «Teatro del Silenzio» di Andrea Bocelli a Lajatico crea la scenografia con «Optional» ed «Eghenetai».
2012–25
CAP. 38
Su invito del Vicariato di Roma e del Pontificio Consiglio della Cultura, Francesco Buranelli cura «Guardare dentro per Vedere oltre — il Cristo morto del Mantegna» in Santa Maria in Monte Santo a Roma (catalogo LGE, Benedizione Apostolica di Papa Benedetto XVI), seguita dalle «40 opere dal ciclo Grandi Maestri» alla Galleria Benucci, da «About Caravaggio» alle Scuderie del Castello Aldobrandini di Frascati (2013) e dall'itinerante «I have come to you again — Blessed John Paul II». Nel 2013, per la visita di Papa Francesco ad Assisi, Buranelli cura «Da Simbolo a Segno — Il Cristo morto del Mantegna in x-ray» al Palazzo e Torre Capitano del Popolo (regia Alberto Bartalini) e Meneghetti partecipa alla mostra «Il miracolo del pane e del vino» (cura Laura Villani) presentando il progetto del calice trasparente dedicato al Pontefice. Sempre nel 2013 il Museo di Palazzo Pretorio di Peccioli ospita la personale «Daily Golgotha» (Vol. 1 di «Crossing Art», cura Buranelli, regia Bartalini), ed Ennio Pouchard cura «Optional — opere 1997-2013» alla galleria Castellano di Castelfranco Veneto. «Divergenze Parallele» entra all'Archivio della Cineteca Nazionale di Roma. Nel 2014 partecipa con Rotella, Lodola e altri alla collettiva itinerante «Marilyn Monroe — I just want to be wonderful» (cura Paolo Pancaldi) con «Rx 2 Marilyn, 2014», e la Città di Merano lo invita a «Weihnachts Baume-collection» (cura Laura Villani) con le installazioni «Minimum Christmas Sensation» e «Christmas Indifference». Nel 2016 il Metropolitan Museum of Art di New York acquisisce per la Thomas J. Watson Library la videoarte (28 DVD), le monografie e i cataloghi; partecipa inoltre, su invito del Museo della Macchina da scrivere di Parcines, alla collettiva «Machina Scriptoria» (Pancaldi). Nel 2017 è ospite d'onore al IV Festival delle Arti di Ferrara «Dare voce al silenzio» (cura Francesca Mariotti, Palazzo della Scroffa) e apre il ciclo «Oltre l'apparenza, il reale». Nel 2018 Willy Montini cura «Sofferenza e indifferenza. L'arte dell'arte» alla Galleria Orler di Punta Ala, partecipa a «Humain» a San Jean-Cap Ferrat (cura Gianluca Gaudio), inizia la collaborazione con Contini Contemporary di Londra e Cortina (Arte Fiera Bologna, Arte Padova, Art Verona, Scope Art Show Basel) ed è invitato a «I Papi dei Concili dell'era moderna» ai Musei Capitolini di Roma. Nel 2019 presenta il «Cristo morto del Mantegna in x-ray» a «Dif.fusione88» allo Spazio Olimpia di Bassano (cura Pietro Gasparotto), partecipa alle collettive «Machina Scriptoria» e «Typewriter» alla Contemporary Art Pancaldi di Roma, e la Cris Contini Contemporary gli dedica a Londra la personale «Underskin» per i 500 anni dalla morte di Leonardo. Nel 2020 partecipa a BAF — Bergamo Arte Fiera; Atlas Edizioni pubblica il manuale scolastico «Scoprire l'Arte» (cura Dorfles, Dalla Costa, Ragazzi) inserendo «Grandi Maestri: Michelangelo, Creazione di Adamo» come materia di studio; «Subcity Radio» dell'Università di Glasgow ottiene i diritti di diffusione dei concerti «Insania, 1981» e «Divergenze Parallele, 1983». Nel 2021 Mimesis Edizioni pubblica «Paolo Fabbri — Vedere ad Arte» (cura Tiziana Migliore) con il saggio «La Trans-visione del mondo» dedicato a Meneghetti; partecipa al progetto «La iglesia de los angeles» in Argentina (Fondazione Museo del Parco di Portofino, cura Ennio Michele Brass). Nel 2022 grande installazione del «Cristo morto del Mantegna» alla Cittadella Socio Sanitaria dell'Ospedale di Rovigo, con 50 opere del ciclo «Grandi Maestri in x-ray»; l'ULSS 5 Polesana acquisisce «Michelangelo, Creazione di Adamo» per la nuova sala angiografica. Nel 2023 espone «Optional — attenzione potrebbe gonfiarsi» al Festival internazionale di Andria «Castel dei Mondi» e a Castel del Monte (patrocinio UE, MIBAC, UNESCO); le opere entrano nelle collezioni di Stato: «Quirinale contemporaneo» (Paralleli Vertebrali), Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede («Kiss to Camilla»), Regione Veneto per l'ULSS 7 Pedemontana — Ospedale di Bassano («Renato, Marzia e Nadia con Aorta»). Nel 2024 espone alla collettiva «Trasparente — una mostra al limite del visibile» allo Spazio Artenetwork Orler di Rialto (cura Willy Montini) e a «Battute d'Arte» allo Spazio Heart di Vimercate (cura Pancaldi); realizza dodici opere per le scenografie del film italo-bulgaro «Aurora» di Stoev e Boshnakov. Nel 2025 partecipa a «Ricordi Sbiaditi» a Villa Sesso Schiavo, Sandrigo (cura Ugo Bianco) con la videoinstallazione «Clandestine»; l'Università di Padova adotta «Leonardo, Monna Lisa (Detail), 2010» come immagine simbolo del corso «Focus — on MSK Arto superiore»; è invitato al MISFF Montecatini International Short Film Festival (sezione Bio&Arts, cura Laura Villani) col video «Entità Morfologiche — Il mondo di Renato»; espone «Oniria, 1982» a «RossoOro» allo Spazio Isola SET di Milano (cura Willy Montini) accanto a Fontana, Pomodoro, Munari e Pistoletto.

Il lavoro prosegue nello studio di San Zeno di Cassola.
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